Da: comando@poliziaecozoofila.info <comando@poliziaecozoofila.info>
Data: Dom 28 Ott 2007 16:20:52 Europe/Rome
A: cs.taranto@corpoforestale.it, Commissariato lazio <commissariatoroma@poliziaecozoofila.info>
Oggetto: trasmissione documenti
Il caso di detenzione di cani in uno spazio angusto è palese maltrattamento di animali, Art. 727 del codice penale secondo comma, e Legge n. 189 del Luglio 2004, all´articolo 544 ter, primo comma, "Chiunque, per crudeltà o senza necessità, sottopone un animale a comportamenti insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito....".
La detenzione di un animale deve sempre essere compatibile con le sue caratteristiche etologiche, cioè di specie. Essendo il cane riconosciuto animale sociale, nelle sue caratteristiche etologiche sono compresi alcuni bisogni caratteristici della sua natura, che sono quelli di movimento, di aria, di luce e di relazione con il mondo esterno. Detenere dei cani in un posto angusto dove gli stessi non hanno possibilità di camminare, con temperature estive esterne che si aggirano intorno ai 35 °G- 40°G, è incompatibile con le caratteristiche etologiche del cane e produttiva di gravi sofferenze.
Corte di Cassazione:
" Di conseguenza la carenza di cibo, l´esposizione all´alta o alla bassa temperatura, la costrizione in ambienti ristretti, o addirittura con catene, un locale buio, possono costituire comportamenti di vero maltrattamento, sanzionato penalmente (Cass. Pen. Sez. III ord. N. 1776 ud. 22 ottobre 1992 in cc. Pres. Papillo, est. Postiglione, Imp. Geiser
e Felderer.)
E ancora " ai fini della sussistenza del reato di cui all´art. 727 del c.p. non è necessario verificare se gli animali abbiano subito concretamente una qualche sofferenza fisica essendo sufficiente accertare se vi sia incompatibilità tra le modalità concrete della detenzione e le caratteristiche naturali ed etologiche degli animali" ( Cass. Pen. Sez III, sentenza del 05 Febbraio 1998 n. 1353).
Dalla pretura di Terni 21 Gennaio 1999 Est. Santoloci-Imp. Cerquetelli: " il concetto di maltrattamento di animali ricavabile dall´art. 727 c.p. non deve essere inteso solo in relazione alla violenza fisica ma comprende anche aspetti comportamentali ed ambientali in via generale posti in essere in senso commissivo e/o omissivo. Pertanto in merito al caso specifico della detenzione di animali non è necessario verificare se gli stessi abbiano subito concretamente una qualche sofferenza fisica essendo sufficiente accertare se vi sia incompatibilità tra le modalità concrete della detenzione e le caratteristiche naturali ed etologiche degli animali medesimi".
Cass. Pen. Sez. III, 29.01.1999 n. 1215- Pres. Pioletti G. Rel.
Savignano G. Crispolti P- P.M. Geraci, ... "L´ incrudelimento può consistere anche solo nel fatto di cagionare senza necessità sofferenza all´animale: determinare sofferenza non comporta necessariamente che si cagioni una lesione dell´integrità fisica e cioè una malattia
dell´animale, potendo invece la sofferenza consistere in soli patimenti che, per quel che concerne l´animale, possono derivare anche da abbandono, da paure, da privazioni; la previsione normativa, secondo cui l´incrudelimento diviene fatto penalmente rilevante, non implica che la sofferenza debba essere necessariamente il risultato di una volontà sorretta da "motivo abietto o futile" poichè si può incrudelire anche per sola insensibilità e cioè, come impone l´etimo della parola (crudus) per crudezza o durezza d´animo."
NEL CASO SPECIFICO DEVONO ESSERE SOTTOPOSTI AD INDAGINE:
LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI IN QUANTO PROPRIETARIE DEGLI ANIMALI
IL RESPONSABILE DELLA STRUTTURA IN QUANTO GESTORE ANCHE SE CON CONTRATTO SCADUTO
LA ASL VETERINARIA IN QUANTO ORGANO DI SORVEGLIANZA
LEGGE 20 luglio 2004, n.189
Art. 544-bis. - (Uccisione di animali). - Chiunque, per crudelta' o senza necessita', cagiona la
morte di un animale e' punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.
Art. 544-ter. - (Maltrattamento di animali). - Chiunque, per crudelta' o senza necessita', cagiona
una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o alavori
insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche e' punito con la reclusione da tre mesi a un
anno o con la multa da 3.000 a15.000 euro.
Art. 544-sexies. - (Confisca e pene accessorie). - Nel caso di condanna, o di applicazione della
pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per i delitti
previsti dagli articoli 544-ter, 544-quater e 544-quinquies, e' sempre ordinata la confisca
dell'animale, salvo che appartenga a persona estranea al reato.
E' altresi' disposta la sospensione da tre mesi a tre anni dell'attivita' di trasporto, di commercio o
di allevamento degli animali se la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta
e' pronunciata nei confronti di chi svolge le predette attivita'. In caso di recidiva e' disposta
l'interdizione dall'esercizio delle attivita' medesime".
Art. 6. (Vigilanza)
1. Al fine di prevenire e contrastare i reati previsti dalla presente legge, con decreto del Ministro
dell'interno, sentiti il Ministro delle politiche agricole e forestali e il Ministro della salute,
adottato entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le
modalita' di coordinamento dell'attivita' della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri, del
Corpo della guardia di finanza, del Corpo forestale dello Stato e dei. Corpi di polizia municipale
e provinciale..
2. La vigilanza sul rispetto della presente legge e delle altre norme relative alla protezione degli
animali e' affidata anche, con riguardo agli animali di affezione, nei limiti dei compiti attribuiti
dai rispettivi decreti prefettizi di nomina, ai sensi degli articoli 55 e 57 . del codice di procedura
penale, alle guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute.
3. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per lo Stato e
gli enti locali.
Art. 7.(Diritti e facolta' degli enti e delle associazioni)
1. Ai sensi dell'articolo 91 del codice di procedura penale, le associazioni e gli enti di cui
all'articolo 19-quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie del codice penale
perseguono finalita' di tutela degli interessi lesi dai reati previsti dalla presente legge.
L. 14 agosto 1991, n. 281
Art. 2 Trattamento dei cani e di altri animali di affezione
2. I cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso le strutture di cui al comma 1
dell'articolo 4, non possono essere soppressi.
5. I cani vaganti non tatuati catturati, nonch? i cani ospitati presso le strutture di cui al comma 1
dell'articolo 4, devono essere tatuati; se non reclamati entro il termine di sessanta giorni possono
essere ceduti a privati che diano garanzie di buon trattamento o ad associazioni protezioniste,
previo trattamento profilattico contro la rabbia, l'echinococcosi e altre malattie trasmissibili.
6. I cani ricoverati nelle strutture di cui al comma 1 dell'articolo 4, fatto salvo quanto previsto dagli
articoli 86, 87 e 91 del regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, e successive modificazioni, possono essere soppressi,
in modo esclusivamente eutanasico, ad opera di medici veterinari, soltanto se gravemente malati,
incurabili o di comprovata pericolosit€.
Art. 3 Competenze delle regioni.
1. Le regioni disciplinano con propria legge, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, l'istituzione dell'anagrafe canina presso i comuni o le unit€ sanitarie locali,
nonch? le modalit€ per l'iscrizione a tale anagrafe e per il rilascio al proprietario o al detentore
della sigla di riconoscimento del cane, da imprimersi mediante tatuaggio indolore.
2. Le regioni provvedono a determinare, con propria legge, entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge, i criteri per il risanamento dei canili comunali e la costruzione dei
rifugi per cani. Tali strutture devono garantire buone condizioni di vita per i cani e il rispetto
delle norme igienico-sanitarie e sono sottoposte al controllo sanitario dei servizi veterinari delle
unit€ sanitarie locali. La legge regionale determina altres i criteri e le modalit€ per il riparto tra i
comuni dei contributi per la realizzazione degli interventi di loro competenza.
3. Le regioni adottano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentite le
associazioni animaliste, protezioniste e venatorie, che operano in ambito regionale, un
programma di prevenzione del randagismo.
Art. 4 Competenze dei comuni.
1. I comuni, singoli o associati,e le comunit€ montane provvedono al risanamento dei canili
comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani, nel rispetto dei criteri stabiliti con legge
regionale e avvalendosi dei contributi destinati a tale finalit€ dalla regione.
2. I servizi comunali e i servizi veterinari delle unit€ sanitarie locali si attengono, nel trattamento
degli animali, alle disposizioni di cui all'articolo 2.
ESPOSTO ALLA MAGISTRATURA
DAL RAPPORTO DEL DOTT;CICCONE CAPITANO MEDICO VETERINARIO DEL CORPO POLIZIA ECOZOOFILA, CONFERMATO DAL CAPITANO IOZZI RESPONSABILE DELLA COLONNA DI AIUTO UMANITARIO E AGENTE PG
DAL TENENTE IENNACO RESPONSABILE DEI VOLONTARI INTERVENUTI PER TUTELARE CIRCA 600 CANI SU ESPOSTO DI PRIVATI CITTADINI CHE DA OLTRE UN ANNO RICHIEDONO ALLE AUTORITA COMPETENTI UNA PRESA DI POSIZIONE
SI EVINCE
CHE GLI ANIMALI SONO STATI NUTRITI DALLA SOCIETA GESTORE DEL CANILE NONOSTANTE SIANO IN CORSO CAUSE E DENUNCE SIA VERSO GLI ENTI LOCALI SIA VERSO LA SOCIETA GESTRICE PER IRREGOLARITA DELLA STRUTTURA E PER MANCANZA DI COPERTURA DELLE SPESE NECESSARIE ALLA CONDUZIONE
CHE GLI STESSI PRESENTANO GRAVI CARENZE IGIENICHE E DI CURE VETERINARIE DA OLTRE 3 ANNI
CHE GLI ANIMALI STAZIONANO IN BOX DI CEMENTO SENZA GIACIGLI O BRANDE E/O COPERTE E SONO SOGGETTI AI RIGORI DELLA NATURA SPECIE DURANTE LA STAGIONE ESTIVA CON TEMPERATURE DI OLTRE 38 GRADI
CHE NELLE AREE DI SGAMBAMENTO E COMUNI LE DEIEZIONI SONO LASCIATE ESSICARE AL SOLE
CHE VI SONO GRAVI INDIZI DI DECADIMENTO DELLE STRUTTURE E DI MANCANZA DI MANUTENZIONE E CHE NECESSITANO URGENTI OPERE DI RISANAMENTO
CHE OSSERVANDO ANIMALI CHE GIOCAVANO CON OSSA DI CANE SI E' PERVENUTI ALLA SCOPERTA DI DECINE E DECINE DI CARCASSE DI CANE DI CUI ALCUNE RECENTI LO STESSO GESTORE CI HA DETTO DI AVER DENUNCIATO IL DECESSO MA DI AVER SCARICATO I CORPI IN UN VALLONE E DI NON AVER PROVVEDUTO AL LORO INCENERIMENTO
REATO DI OMISSIONE DI ATTI D'UFFICIO
CHE ANCHE IL CORPO FORESTALE STAVA INDAGANDO SU SEGNALAZIONE
ESSENDO PALESI ILLECITI E REATI COMMESSI PER INOSSERVANZA DELLA LEGGE REGIONALE 12/98 DELLA LEGGE 189/04 E DELLA LEGGE 281/91 OLTRE AL NON RISPETTO DEL CODICE PENALE SI E' RICHIESTA AL P.M. DELEGA ALLE INDAGINI ED IL SEQUESTRO CAUTELARE DEGLI ANIMALI E DELLA STRUTTURA OFFRENDO QUALORA LA MAGISTRATURA LO RITENGA NECESSARIO IL CORPO POLIZIA ECOZZOFILA QUALE CUSTODE GIUDIZIARIO DEGLI ANIMALI E DELLA STRUTTURA PER UN PERIODO DI 30-40 GIORNI NECESSARIO AI PRIMI INTERVENTI DI NORMALIZZAZIONE DELLA SITUAZIONE PREGRESSA
L'ASSESSORATO ALLA SANITA DEL COMUNE DI TARANTO E' STATO INFORMATO CHE NECESSITANO CIRCA 700,00 EURO AL GIORNO PER LE CURE E L'ALIMENTAZIONE CALCOLANDO DI RIMBORSARE SOLO LE SPESE A VOLONTARI PROFESSIONALI E VOLONTARI VETERINARI
LE ULTIME SENTENZE DELLA SUPREMA CORTE ALLEGATE INDICANO L'ORIENTAMETO DELLA MAGISTRATURA CHE RITIENE REATO DI MALTRATTAMENTO ANCHE LA SEMPLICE CARENZA DI AFFETT E/O DI CURE VETERINARIE
CON OSSERVANZA IL COMANDANTE CPE
C;LLO E;F; CIAGLIA
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AL COMANDO DI POLIZIA ECOZOOFILA A.U.D. MILANO
Oggetto:- Relazione-Rapporto Emergenza presso il Canile tarentum 2000 di Statte ( TA )
Il sottoscritto Alberto Iozzi, Capitano C.P.E. Commissario Operativo di Roma e provincia, nonché responsabile del Commissariato Cpe di Roma e provincia, con la presente riporta quanto segue:
Il giorno 26 ottobre 2007, su mandato del Comando di Polizia ecozoofila di Milano, accettava lincarico di coordinare un intervento in emergenza presso un canile sito in località Statte (TA), ove erano state segnalate condizioni di grave pericolo e maltrattamenti ai 600 cani ivi detenuti.
Dette segnalazioni ( tutte documentate ) riferivano di una gestione a cui i Comuni, proprietari dei cani, avevano sin dallanno 2004, per questioni di irregolarità, sospeso gli stanziamenti concordati.
Questa situazione ha portato il gestore ad una conduzione molto difficile e difficoltosa, in quanto ha dovuto porre il mantenimento dei cani tutto a suo carico..
Per tali motivi e altri per cui si indagherà, si è creata una situazione ove i cani venivano difficoltosamente nutriti e mal governati, essendo seguiti unicamente da tre sole volontarie che spontaneamente prestavano la loro opera nel pulire e accudire gli animali, con tutte le ovvie difficoltà essendo in numero di 600 cani..
Lo scrivente si adoperava subito per coordinare lemergenza ed iniziava a chiedere con appelli e contatti telefonici, la collaborazione sia dellUfficio U.D.A. in seno al Comune di Roma che approntava su richiesta due centri di raccolta allestiti presso lex cinodromo di Roma e presso il canile municipale la muratella sempre in Roma, ove cittadini da tutte le parti dItalia, hanno subito iniziato a far confluire cibo e materiali utili per loccorrenza.
Veniva richiesto al centro operativo Regionale di Roma la disponibilità di mezzi idonei al trasporto che veniva immediatamente autorizzato dando il riferimento al trasporto alla protezione civile sezione di Anguillara.
Il sottoscritto ha preso poi contatti con la protezione civile di Taranto colloquiando con il responsabile dott. Russo Raffele al quale veniva chiesto di individuare e mettere a disposizione un sito in loco per prendere in custodia gli aiuti provenienti sia da Roma il sabato successivo, utile per il primo intervento che i successivi provenienti da varie parti dItalia.
Formata la squadra di primo soccorso, appartenente a questo Commissariato C.P.E., comandata dal sottoscritto, composta dal Capitano Glauco Ciccone, Serena dUlisse Ufficiali veterinari, Roberto Cavorso Ufficiale Agrario, Anna Melluso responsabile per il segretariato, Il Commissario operativo di Napoli-Salerno e provincia tenente CPE Eugenio Iennaco e alcuni volontari, si costituiva la colonna mobile che partiva alle ore 06.00 di sabato 27 ottobre 2007, ripresa dallemittente televisiva telenorba redazione di Roma.
Il viaggio per Taranto è proseguito in maniera tranquilla e giunti alluscita di Statte, la colonna veniva presa in consegna-tutela da una pattuglia della locale Polizia stradale, preventivamente dal sottoscritto richiesta e sotto la loro scorta, a tutela del materiale donato, giungevamo nel canile in questione.
Sul posto trovavamo ad attenderci lAssessore Pastore, Il dottor Russo Raffaele della Protezione civile di Taranto e il gestore signor Russo Raffaele (omonimo) il quale metteva la struttura intera a completa disposizione dello scrivente.
Il dott. Russo Raffaele metteva a disposizione personale volontario della protezione civile di Taranto per effettuare le pulizie e accudimento immediato ai cani mentre lAssessore Pastore presentava la struttura e ringraziava per lintervento offrendo tutta la collaborazione da parte del Comune..
Mi venivano presentate tre volontarie fisse del canile tra cui la signora Locato la quale si prodigava ad accompagnare gli Ufficiali dove erano detenuti i cani..
DESCRIZIONE DEI FATTI DAL MOMENTO DI INIZIO DEL SOPRALUOGO
Entrati nel canile siamo stati totalmente investiti da un insopportabile fetore e subito abbiamo notato entrando sulla destra che vi è un recinto in rete fatiscente in più parti arrugginito e in alcuni punti strappato i cui fili apportavano pericolo di ferimenti agli animali di circa 10 mt. X 2, affossato nel pavimento in cemento.
I cani, circa una quindicina, si presentavano completamente sporchi e mal tenuti, con ciotole di acqua e cibo in numero insufficiente, tale da provocare liti tra di loro per accaparrarsi per primi il cibo.
Il pavimento si presenta in cemento grezzo e liscio non pendente e privo di raccolta fluidi, pertanto le urine, si mescolavano con i numerosi escrementi e con il cibo buttato anche per terra.
I cani sono obbligati a dormire e vivere sul pavimento nelle condizioni più pessime, senza alcun rialzo in legno o altro idoneo a dargli un minimo di sollievo ma al contrario procura loro grave sofferenza e zero dignità, dormendo tra escrementi e urina.
Questo recinto si trova sotto il porticato lato destro ove sono accatastate centinaia di scatole vuote di cibo arrugginite dal clima e dal tempo oltre ad immondizie varie e numerose balle di fieno con reale pericolo di incendio.
Situazione a dir poco allucinante, è stata riscontrata allinterno delle due strutture suddivise in recinti sempre composti da reti fatiscenti e affossate al cemento, stesse condizioni di gravissima condizione igienica, aggravata nei recinti attigui per lo sgambettamento fatto in terra battuta, piena di fosse che una volta riempite dalla pioggia, diventano vere e proprie fonti di malattie varie, oltre ad arbusti di erba anchesse pericolose per la salute degli animali,
tutti i cani a pelo lungo, presentavano pregresse cotonature del pelo formatesi da molto tempo e in continuazione dallerba in questione tale da provocargli grave sofferenza e continua condizione di malesse, riuscendo difficile e impossibile la movimentazione libera del corpo.
Le due strutture, apparivano non in buone condizioni e certamente non idonee allo scopo di custodire in uno stato di benessere gli animali, in quanto mancavano le porte ai due lati che uniti alle uscite dai recinti allo sgambettamento, vi si forma in via continua e persistente una corrente daria fissa pericolosa per la salute dei cani.
Gli animali si presentavano visivamente non denutriti, tranne alcuni casi, ma con patologie molto pregresse e gravi,Otiti, forme tumorali, ascessi ecc. (vedasi relazione tecnica dellUfficiale veterinario dott. Glauco Ciccone).
Proseguendo nel sopraluogo, alle spalle del secondo capannone, nella stessa struttura ma allaperto, sono stati trovati circa 10 cani con le stesse patologie su indicate ma alcuni con ferite sanguinati, detenuti in una recinzione sempre in rete e affossata nel terreno, con coperture in telo plastificato strappato ampiamente in più punti e non coprente per un qualsiasi riparo dalle condizioni atmosferiche, mostrando così un totale e grave malgoverno e maltrattamento visto anche le condizioni etologiche e ambientali incompatibili col vivere in benessere.
Continuando losservazione, abbiano notato che le coperture delle due strutture, sono in ondulato eternit e presentano rotture e corrosione in più parti e quindi pericoloso per gli uomini che ivi lavorano e per i cani stessi ( vi sono molte forme tumorali sugli animali), inoltre sono stati trovati dappertutto topi di grosse dimensioni vivi che girano in mezzo ai cani e nei magazzini ove si custodisce il cibo e abbiamo notato alcuni cani che mangiavano topi catturati, i topi sono portatori di svariate e gravi malattie anche trasmissibili alluomo e i cani essendo a contatto con i volontari e gente che visita o frequenta il canile, detta causa, e la presenza delle onduline in eternit per lo più come anzidetto rovinate e screpolate in più punti, causano certamente uno stato di pericolo per la salute pubblica. ( In allegato normative e orientamento sui pericoli dellamianto)
Alcuni cani litigavano un teschio di animale risultato essere di genere carnivoro, e veniva poi rosicchiato in forma cannibalista, i teschi in questione erano due e insospettiti, ho ordinato e disposto con gli agenti CPE un rastrellamento nelle immediatezze della struttura e in una gravina venivano scoperti prima due cani morti presumibilmente da pochi giorni buttati in un fossato in mezzo ai cespugli e nellattiguo canalone, centinaia di carcasse sempre di cani in condizioni differenti di stato putrefattivi. ( Si fa presente che nel dicembre 2006, i cani erano in numero di 800 come risulta già alla procura della repubblica su atti precedenti)
Da notare e tenere presente che sparsi nellarea del canile, vi sono diverse cartucce sparate solitamente usate dai cacciatori.
Veniva il giorno dopo con la collaborazione del locale comando della Guardia forestale, avvisato sia la ASL che pur avvertita non si è presentata il giorno prima al nostro arrivo come preventivamente richiesto che il magistrato dott. Argentino della locale Procura della Repubblica, il quale ordinava su nostra richiesta il sequestro delle due prime carcasse ritrovate per inviarle al centro analisi di Foggia per accertarne la reale causa della morte, e il sequestro probatorio di tutte le carcasse.
Il giorno 28 ottobre 2007, lo scrivente notava un cane che presentava unghie lunghe a dismisura e ulcere gravissime pregresse e quindi mai curato che a fatica cercava di alzarsi mostrando dolore atroce e inaudita sofferenza, il sottoscritto intimava al veterinario intervenuto per conto della Asl veterinaria di Taranto dott. Nunzio Giannico che fino ad allora seppur invitato a prestare soccorso ai cani feriti, si limitava a dare solo giudizi e responsi in maniera visiva e senza toccare i cani. Lo stesso costretto in quanto vi era in atto una ripresa televisiva di Rai 1, acconsentiva a prestare soccorso allanimale ma ne tagliava solo le unghie, senza altro fare, lo stesso si giustificava che era stato mandato in quanto veterinario reperibile ma esperto in altro settore avicolo e bovini, e non idoneo a suo dire alle patologie dei cani..
Allo stesso, veniva dallo scrivente in maniera anche forte richiesto per il giorno dopo lunedì, la presenza in loco con intervento il soccorso sanitario di veterinari Asl e questi garantiva la presenza di sei o sette veterinari allo scopo di prestare soccorso ai cani feriti e bisognoso di urgenti cure e per appurare un primo ma pratico riscontro sullo stato effettivo di salute degli animali.
Il giorno dopo, alle ore 08,30 giungevano come daccordo i veterinari con lo stesso dott. Giannico rimanendo fino alle ore 13,00 circa ma si limitavano unicamente al censimento dei cani e non altro.
Alle ore 15,00 circa lo scrivente giunto sul posto per controllare loperato dei medici veterinari come da accordi, non li trovava, la struttura era deserta con solo la presenza della signora Locato intenta ad accudire gli animali.
Mentre il sottoscritto ,osservava i recinti in quanto vi era un reporter di ansa foto tale Francesco Luppoli cell. 3899766229, notavano disteso per terra nel terzo recinto di sgambamento lato destro, un cane deceduto.
Lo scrivente faceva riprendere dal fotoreporter la scena fotograficamente e chiamava immediatamente la signora Locato, la quale incredula constatava la situazione.
La stessa riferiva che non si era stranamente accorta di nulla e che la Asl era andata via alle 13,00 circa senza nulla riferirle; pertanto, si presume nella quasi certezza che il cane sia morto dopo il censimento dei cani e non il soccorso sanitario come daccordo.
Tramite la Guardia forestale veniva data informazione al P.M. dott. Argentino il quale disponeva il sequestro della carcassa e linvio al centro profilattico per accertare le cause della morte.
Il cane veniva trovato in possesso di microchip nr.985100005672283 di proprietà del Comune di Taranto, come pure solo uno dei due cani quello di colore beige trovati nel fossato veniva letto il microchip, nr. 985120022993157 mentre il nero ne era sprovvisto.
Redatta la denuncia per La procura di Taranto in violazione alle Leggi Penali vigenti, presentata e protocollata con nr. 6608 pos. 08 Cat. 04 Fasc. 03, tramite Il Corpo forestale dello stato di Taranto Collaboratore su disposizione del magistrato con questo Personale CPE, lo scrivente faceva rientro a Roma ove nella giornata di domani 2 novembre 2007, tramite il Comando Carabinieri di Ardea (Roma), farà inviare con seguito di denuncia, questa relazione-Rapporto allA.G. unitamente ai restanti atti utili per il libero convincimento del Giudice preposto per quanto di competenza.
Si precisa che la denuncia sporta, è comprensiva dei seguenti allegati, che fanno corpo unico alla stesso Atto:
1. Relazione di sopralluogo redatta dal dott. Glauco Ciccone,
2. Relazione di servizio Sottotenente CPE Roberto Cavorso
3. Relazione Agente CPE Anna Melluso
4. Nota del Comandante CPE Ercole Ciaglia
5. Note orientative di sentenze di Cassazione
6. alcune segnalazioni di privati pervenute al Comando CPE di Milano e Roma
7. Legge 14 agosto 1991, nr. 281, legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo,
8. Legge 20 luglio 2004 nr. 189, Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate, pubblicata nella gazzetta ufficiale nr. 178 del 31 luglio 2004.
9. Un CD contenente testimonianza fotografica delle condizioni rilevate sugli animali.
Un seguito della denuncia, che in data 02 novembre 2007 verrà presentata presso il Comando stazione Carabinieri di Ardea (Roma) sarà comprensivo di:
1. Relazione di Servizio-Rapporto redatta dal Capitano CPE Alberto Iozzi con allegato Pericolo amianto
2. Relazione di servizio redatta dal Tenente Eugenio Iennaco,
3. Relazione di servizio redatta dal Sottotenente veterinario Serena DUlisse.
Quanto sopra per dovere di Ufficio
Roma 01 novembre 2007
Commissario operativo di Roma e provincia
Cap. C.P.E del Commissariato A.U.D. Roma
Alberto Iozzi
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Taranto 27-10-2007
Oggetto : relazione di sopralluogo
Io sottoscritto Dr. Glauco Ciccone Medico Veterinario appartenente alla Polizia Ecozoofila del Commissariato di Roma; in data odierna mi recavo, con il Capitano Iozzi ed altri agenti de l medesimo corpo, presso il canile Tarentum 2000 ubicato nel comune di Statte (Taranto), per portare generi alimentari di primo soccorso.
In tale canile sono ubicati circa 600 cani, non è stato possibile rilevare il numero preciso, circa i 2/3 sono del comune di Taranto, tali dati sono stati forniti alla mia persona dal detentore della struttura il sig Russo Raffaele.
I cani sono ubicati allinterno di capannoni posti su tre lati e della lunghezza di circa 60 m; vi è un corridoio centrale che delimita le gabbie poste sui lati, allinterno di questultime sono ospitati dai 3 ai 4 cani, ogni gabbia è formata da una zona interna, dentro il capannone della grandezza di circa10 metri quadrati con un pavimento in cemento e da una porzione esterna di circa 40 metri quadrati in terra battuta con sassi ed arbusti, non vi sono presenti allinterno delle gabbie dei giacigli predisposti né tanto meno un numero sufficiente di ciotole vi erano comunque un numero sufficiente di beverini per lacqua.
Le gabbie esterne sono delimitate da una rete elettrosaldata affogata nel cemento le reti si presento in pessimo stato di manutenzione. Essendo i cani in esubero rispetto alle capacita di accoglimento della struttura molti cani sono posti in recinti esterni non riparati ove sono presenti delle cucce singole. Sia i cinodromi esterni sia le gabbie interne si presentavano con un notevole accumulo di feci animali i volontari presenti nella struttura raccolgono le feci a secco per depositarle in una zona adiacente il canile
Il sig Russo Raffaele ha affermato che i cani presenti dentro la struttura non ricevono delle prestazioni sanitarie dallanno 2004, anno in cui non sarebbero, parole sue, stati erogati i fondi dal comune di Taranto, quindi da allora non sono stati effettuati i trattamenti vaccinali e antiparassitari di rito per il benessere animale e per evitare linsorgenza di malattie infettive.
I cani sono in maggioranza geriatrici e si presentano in un buono stato di nutrizione, hanno comunque ad una prima sommaria osservazione patologie inquadrabili in problemi di natura: articolare (zoppie e tare da appoggio), dermatologica e vi sono soprattutto presenti una notevole quantità di otiti croniche.
Effettuate tali rilevazioni la mia attenzione è stata destata dal verificare che un cane presente dentro la struttura stava rosicchiando losso di un cranio di un altro cane. Avvertito quindi il Capitano Iozzi abbiamo proceduto con altri agenti della Polizia Ecozoofila alla ricerca di eventuali carcasse presenti dentro la proprietà del canile.
tale ricerca ha portato al ritrovamento dentro un avvallamento limitrofo il canile delle carcasse di due cani morti da pochi giorni, non e stato possibile rilevare le cause di morte, la ricerca ha avuto un ulteriore epilogo infelice evidenziando la presenza in unarea boschiva della lunghezza di circa 100 metri di ulteriori carcasse di cani in un numero di decine di unità, ed in diversi stati di decomposizione, evidenziando una pratica comune e radicata da tempo dello smaltimento dei cani sul fondo dellavvallamento.
Il Capitano Iozzi è stato informato tempestivamente del ritrovamento e sono state effettuata una serie di fotografie delle carcasse ritrovate, tale materiale è stato consegnato al Capitano medesimo.
in fede Dr Glauco Ciccone
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Oggetto: relazione sopralluogo
Il sottoscritto, Eugenio Iennaco componente del Corpo di Polizia Ecozoofila, con il grado di tenente matricola 13001, il giorno 27-10-07 unitamente al Capitano Alberto Iozzi, il medico veterinario dott. Glauco Ciccone ,il tenente Roberto Cavarso ,il tenente DUlisse Serena e la signora Anna Melluso, tutti componenti del corpo di polizia ecozoofila,si è recato presso la struttura adibita a canile, ubicata nel Comune di Statte (Taranto) gestita dalla Trarentum 2000 di cui è responsabile il signor Russo Raffaele, dove abbiamo portato alimenti e medicine di primo soccorso.
Allinterno della struttura sono presenti circa 600 cani di cui la metà appartengono al comune di Taranto in convenzione e di altri due comuni vicino, così riferiva il titolare signor Russo Raffaele.
Non è stato possibile verificare il reale numero degli animali presenti perché il registro di carico e scarico al momento della visita risultava non aggiornato. Come pure non si conosce il numero dei dipendenti addetti alla pulizia e lalimentazione dei cani di cui dispone la struttura oltre ai volontari.
Gli animali sono alloggiati in tre grossi capannoni della lunghezza di circa 60 metri coperti con lastre di eternit con fibre damianto, internamente divisi da un corridoio centrale con box posti sui lati dove allinterno sono ospitati in media dai 3 ai 4 cani; gli stessi sono divisi in zona notte con pavimento in cemento di circa 10 metri quadri e zona giorno di circa 40 metri quadri in terra battuta con tantissimi sassi in forte evidenza e arbusti. Nel visitare la struttura salta subito agli occhi la mancanza di giacigli nei box dove il cane può adagiarsi per evitare il contatto con il pavimento sui cui è presente acqua ed escrementi, come pure non vi sono ciotole in numero sufficiente per lalimentazione dei cani ospitati, di conseguenza il mangime è versato sul pavimento, mentre è sufficiente lacqua per abbeverarli. Tutte le recinzioni dei box sia interni che esterni sono in uno stato pessimo di manutenzione quindi pericolosi per i cani che possono passare facilmente da una gabbia allaltra, con possibili aggressioni tra loro. Non potendo la struttura contenere tanti animali, visto i capannoni già colmi, molti cani sono stati sistemanti in recinti esterni senza alcun copertura per gli agenti atmosferici, sparsi in maniera approssimativa sullintera area con allinterno cucce singole non sempre adatte alla taglia del cane. Sia i box interni che quelle esterni si presentano in pessime condizioni igienico sanitarie per la presenza di un notevole accumulo di feci animali. Tale situazione è visibile sullintera area dove si vedono rifiuti di natura organica depositati in carriole colme lasciate in prossimità dei box, ma anche materiale di risulta tipo scatolame,latte di plastica,bottiglie di vetro. Come pure notevole è la presenza di grossi topi ovunque in modo particolare nei recinti e nei locali dove è depositato il mangime. Il proprietario della struttura il signor Russo Raffaele alla mia domanda se agli animali veniva fatta assistenza veterinaria la risposta senza indugio è stata: gli animali non ricevono alcuna assistenza sanitaria già dal 2004 per la mancanza di fondi quindi dal 2004 ai cani non vengono fatti vaccini, cure vermifughe, trattamenti antiparassitari per evitare insorgere di malattie infettive, sterilizzazioni o castrazioni come pure non esiste nella struttura un locale adibito ad ambulatorio. Non è stato possibile sapere se fosse stato mai nominato un direttore sanitario. Molti cani presentano visibili ad occhio danni alle zampe con ferite non curate, unghie enormi ,danni alle orecchie forse causati da otiti, alcuni con danni di carattere dermatologici, i cani non appaiono in un cattivo stato di nutrizione. Subito dopo la verifica sono stato chiamato dal dott. Glauco che mi faceva notare un cane intento a rosicchiare un osso risultato essere di un cranio di altro cane. Avvertiamo subito dellaccaduto il capitano Iozzi ed iniziamo insieme agli altri componenti del corpo innanzi citati ad una verifica sullintera area per la ricerca di altro materiale. Nel ricercare abbiamo raggiunto un dirupo adiacente al canile in una zona boschiva dove abbiamo rinvenuto due cani morti, uno di colore nero laltro crema, a detta del dott. Ciccone la morte risalirebbe ad appena quattro, cinque giorni non sappiamo la causa della morte ma la ricerca ha avuto un epilogo sconcertante perchè una volta scesi nel dirupo abbiamo rinvenuto una decina di carcasse di cani tutte in diverse condizioni di decomposizione oltre ad ossa. Ciò denota il fatto che quello è il modo di smaltimento delle carcasse. Il materiale ritrovato e le foto scattate sono stati consegnati al Capitano Iozzi.
Taranto, 27 Ottobre 2007 In fede
Tenente A.U.D
Eugenio Iennaco
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Intervento Canile di Statte
Il giorno 25 ottobre 07 riceviamo la Richiesta di Intervento da parte delle Istituzioni locali inerente alla difficile situazione presso il Canile di Statte ( Tarantum 2000). Mi attivo subito per trovare volontari e Medici Veterinari disponibili a venire sul posto, e sono in contatto con la LAV di Bari e con la Signora Anna Maria Locato Volontaria da anni allinterno del suddetto Canile. Lappello con la richiesta di cibo,medicinali ed ogni quanto di prima necessità viene fatta prontamente girare su ogni lista,forum,blog animalista. Nei giorni prima della nostra partenza, mi spiega che il Canile è senza cibo,i cani sono tanti circa 600 e ci sono tanti cuccioli, alcuni anche di 30 giorni, che hanno cercato di disporre il più lontano possibile dagli adulti allintero della Struttura. Vengono organizzati due Centri Raccolta alla Muratela e allEx Cinodromo,per il cibo e Medicinali e qualsiasi cosa si volesse donare. Alla volta del Sabato 27 ottobre 07 la partenza è prevista per le 5.00 circa ed appuntamento con la Protezione Civile che gentilmente ci ha sostenuto mettendo a disposizione un mezzo per il trasporto del cibo raccolto, davanti alla Muratella. Il viaggio sarà molto lungo e ci aspetterà una situazione da brivido. A circa metà strada si unisce alla nostra Colonna Mobile, un Volontario di Napoli Eugenio Iennaco che si dimostra preparato ed in gamba. Proseguendo il nostro viaggio,in alcuni sensi interminabile al Casello veniamo accolti dalla Polizia Stradale che ci scorta fino al Canile di Statte. Lo svolgimento di questo Intervento si svolge in uno scenario primitivo dove ancora i Cavalli ed il carretto sono utilizzati e come mezzo di trasporto , e le difficoltà per trovare e giungere al Canile menzionato sono tali da mettere in crisi la stessa Stradale. Arrivati sul posto, il forte odore di escrementi ci accoglie da subito. La Struttura è fatiscente,ci sono diversi box organizzati in file i più fortunati hanno anche una zona più riparata come la zona notte molti altri sono più a valle ed oltre ad avere allagamenti nei giorni di pioggia per il dislivello del territorio non hanno teli per i ripari ne tanto meno cucce. Box di fortuna contenenti 3\4 cani . Sono presenti tetti in Eternit, box con recinzioni provvisorie, bucate con terreni fangosi e sconnessi, in alcuni casi con presenza di sassi che non permettono ai cani un facile passeggio e dei cedimenti evidenti della struttura. I box non numerati ( e questo significa che nei registri del Canile non è possibile identificare il box e di conseguenza i cani contenuti), presentano una zona cosiddetta giorno e zona notte. La zona giorno con affaccio allaperto e la zona notte allinterno di questo grande capannone in muratura. Oltre ad non essere presente la possibilità di far defluire i liquidi al di fuori del box, la zona notte tutta cementata non presenta dei giacigli quali cucce o coperte o pedane rialzate da terra per gli animali, ma pavimenti bagnati non essendo possibile lo scolo delle urine e dellacqua piovana che in qualche modo penetra nella Struttura dal tetto e finisce nei box e ci rimane. La zona giorno che non ha copertura al di sopra neppure con teli, per riparare i cani dal sole in estate e dalle piogge in inverno, presenta terreni molto fangosi e sassi . I box sono privi di ciotole per il cibo che viene invece gettato a terra o in angoli, non presentano ciotole per lacqua e le condizioni igienico-sanitarie sono pessime. Le feci innumerevoli occupano gran parte della superficie e questo mi fa pensare che lattività di pulizia è carente se non assente. I cani, molti, sono trascurati. Il pelo è ammatassato in veri rasta sporchi per la terra bagnata dove poggiano, alcuni con alopecia e rogna, alcuni con difficoltà di deambulazione. Al passaggio tra i box molti ci vengono incontro per una carezza, forse mai conosciuta altri ringhiano e altri rimangono nellangolo acciambellati e questo è più preoccupante. Ci sono diversi casi di tumori, una femmina di taglia media con un tumore sulla schiena, un altro cane con un tumore ad un testicolo che non gli permette di camminare, alcuni scheletrici altri obesi, tutti disperati. Nei box si individuano topi che mangiano il cibo dei cani, alcuni morti azzannati dai cani alcuni che hanno imparato a loro volta a convivere con i cani. La maggior parte dei cani detenuti che variano dalla taglia piccola, alla taglia nana alla taglia media o grande, dal Beagle puro e al Pincher sono nei box, alcuni liberi. La Struttura non è delimitata da una recinzione esterna, se non da un lato da un cancello, nelle zone limitrofe abbiamo rivenuto cartucce sparate anche in punti vicini alle gabbie non essendo protette da recinzioni a tutti è permesso laccesso. La Struttura ha la fortuna di essere stata costruita in una zona di verde assoluto,dove se fosse stato organizzato bene i cani, pur sempre dei detenuti avrebbero vissuto divinamente. Siamo rimasti però da subito titubanti, le cose raccontate e le confidenze fatte anche a me, personalmente dalla Signora Anna Locato, non tornavano. I cuccioli raccontati, allinterno della struttura non erano presenti,il cibo che tanto mancava era tutto sommato presente. Abbiamo visto cani rosicchiare ossa e crani di altri cani e questo ci ha insospettito. Abbiamo quindi battuto le zone circostanti, e abbiamo inizialmente rinvenuto ossa di ogni parte dello scheletro di un cane, teschi omeri e via dicendo ed è stato questo che ci ha fatto continuare le ricerche fino a quando non ci siamo imbattuti in alcuni cuccioli gettati in un fosso, ancora intatti e di sicuro morti da qualche giorno. Si notavano sulla superficie delle pareti dei dirupi,pelo di cane, evidentemente corpi gettati e rotolati fino giù. Il proprietario della Struttura il Signor Raffaele Russo, insospettito forse, ci ha seguito a distanza nelle nostre ricerche ed al momento del ritrovamento dei corpi, ce lo siamo ritrovati dietro a nostro rischio e pericolo. Qualche ora prima, mi ero già scontrata con lui, sempre garbatamente mi impediva di aprire una porta di ferro, dal quale si intravedeva il musetto di un qualche canetto di taglia piccola, preoccupata dal fatto che era o erano chiusi senza una finestra in quel loculo in muratura volevo aprire la porta ma non mi è stato permesso né dal Signor Russo né dalla Signora Locato né dalla Signorina Francesca, altra volontaria del posto. In seguito decidiamo di andare anche oltre il cancello approssimativo allentrata e ci rendiamo conto del branco di cani che viveva davanti al Canile ed è qui che notiamo i cuccioli raccontati nelle telefonate. Non sappiamo se fossero cani che in precedenza erano dentro il Canile e poi messi alla porta ma i cuccioli raccontati che dovevano essere stati disposti in Canile erano però fuori. Le cure Veterinarie a dir loro assenti dal 2003\04 i cani alcuni con Leishmania,hanno quindi sospeso vaccini e terapie per alcuni forse fatali. Ci rendiamo conto che quasi tutti i maschi non sono castrati ed anche qualche femmina sembra non essere stata sterilizzata, ed in alcuni casi notiamo cani che si accoppiano. Inizialmente Francesca ci aveva detto che le femmine erano tutte sterilizzate mentre la Signora Locato aveva detto che molte erano intere. La Protezione Civile del posto, molto disponibile ci ha sostenuto ed ha collaborato. I giorni seguenti anche il Corpo Forestale è intervenuto. In conclusione oltre ad essere soddisfatta della gestione dellIntervento che ha in alcuni momenti trovato difficoltà ma del resto normali, e della sincronia ed amicizia instaurata con i Volontari partecipanti ritengo opportuno e sicuro affidare le cure e la gestione dello stesso alla Polizia Ecozoofila, impedendo a chi volesse lucrare su queste anime innocenti di attuare il suo piano. Posso dire inoltre, che il Canile si trova in un ottima posizione ma necessita di interventi edili e Veterinari urgenti . La Struttura potrebbe essere ristrutturata e i box potrebbero essere riorganizzati . Il terreno è vasto ed il verde circostante non manca. E necessario inserire un infermeria ed un Ambulatorio sul posto, ad ora assenti provvedere ai ripari per i cani andando incontro a temperature basse, dotare le gabbie di cucce e ciotole e provvedere a cure mediche, antiparassitarie. Provvedere alle zone scoscese e a dislivello dannose per i cani, e provvedere a recintare lintero perimetro della struttura per la stessa incolumità dei cani essendo presenti spesso anche Cacciatori, dalle cartucce ritrovate anche troppo vicini ai cani. Speriamo di provvedere alle adozioni che in molti casi sono effettuabilissime, ed assicurare a questi poveri animali una vita degna ed una vecchiaia dignitosa.
Serena DUlisse
Tenente Polizia Ecozoofila
Commissariato Roma
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Il giorno 27/10/07 io insieme hai miei superiori e miei colleghi accompagnati da due volontarei della protezione civile ci siamo recati presso il canile di statte. Ci incontriamo con gli altri colleghi , superiori e 2 volontari della protezione civile al canile muratela di roma partenza prevista per le 5,30 i presenti sono il capitano iozzi serena DUlisse il veterinario glauco ciccone e la signora Anna melluso questi ultimi vanno avanti prendendo visione della situazione io il tenente dUlisse e il capitano iozzi c uniamo alla colonna mobile della protezione civile ad un autogrill dopo Napoli c incontriamo con il tenente Eugenio di Napoli e tutti insieme ripartiamo alla barriera di Taranto c aspetta la polstrada che c accompagna al canile di statte all ingresso nei campi limitrofi al canile notiamo una nutrita schiera di cani liberi tra cui alcuni cuccioli che poi c spiegheranno essere selvatici che vivono nella macchia. Allingresso del canile c accolgono i giornalisti e il signore angelo Raffaele russo proprietario del canile e omonimo de capo della protezione civile di Taranto che parla immediatamente con il capitano iozzi, io m dirigo ad aiutare i ragazzi della protezione civile romana a scaricare il camion in quel momento arrivano anche le squadre della protezione civile locale che si mette a nostra disposizione e comincia con il ripulire, o almeno cerca la struttura che si caratterizza e presenta con un odore molto forte a causa di un grande disagio igienico i cani non sembrano soffrire di fame ma di una scarsa pulizia e mancanza di assistenza veterinaria(una giovane volontaria di cui mi sfugge il nome m spiega che i cani non vengono vaccinati dal 2004) rimando alla relazione tecnica presentata dal vet. ciccone la situazione della struttura è fatiscente ma ha spazi adeguati che se sfruttati bene sarebbero ideali per i cani ma i box mancano di cucce di tavolacci(i cani si sdraiano su i sassi) e di pulizia ci sono feci e topi anche di grandi dimensioni uccisi a volte anche dai cani stessi , il numero di animali è molto folto 5/6 per box molti topi sono anche molto vicini ai cani, ma cosa più importante alcuni cani non hanno un riparo per le condizioni atmosferiche sono sotto la pioggia. Io glauco Eugenio e serena c rechiamo a ha fare un giro di ispezione sul retro del canile in zona boschiva che solo dopo scopro essere riserva naturale anche se a terra c sono una 50 di cartucce di fucile ma la cosa più inquietante la troviamo affacciandoci da un dirupo 2 carcasse di 2 cani uno colore crema e uno nero che il nostro veterinario glauco presume essere morto da 4/5 giorni. m appresto a scattare foto in possesso anche dei miei colleghi mi addentro con glauco ed Eugenio nella boscaglia fitta ci sono molti teschi e ossa ma anche animali decomposti che presentano solo peli ed ossa il primo teschio rinvenuto era stato notato perchè un cane ospite lo rosicchia quasi tutte le ossa sono state fotografate e poi repertate e prese in consegna dal capitano iozzi
tenente
Roberto Cavorso
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Alla cortese attenzione
Del comandante Ciaglia
Capitano Iozzi
Commissariato
Polizia ecozoofila
In seguito allispezione fatta nei giorni del 27/28/10/2007presso il Canile di Statte Taranto al seguito del Cap.Iozzi,
del gruppo della Polizia Ecozoofila , responsabile del Lazio e del sud, si presentava subito ai nostri occhi a dir poco una situazione allucinante già allesterno della struttura transitavano decine e decine di cani in branco.
Appena dentro si poteva subito riscontrare, anche ad occhi inesperti, una grave situazione di degrado igienico sanitaria.
Montagne di scatolette arrugginite, plastiche ed altri oggetti vari, mai smaltiti. Pezzi di eternit
in vari posti.
Entrando nei corridoi dei box, si nota la struttura fatiscente con cani che vivono in modo degradante, vergognoso e disumano, dormono per terra, fra lumido e il bagnato,stanno spesso sdraiati sulle proprie urine. La puzza è nauseabonda, non hanno brandine , pedane o qualsiasi altro oggetto dove possono sdraiarsi potersi proteggere dal freddo pavimento.
I box, sono ridotti in condizioni disastrose con reti metalliche bucate arrugginite e chiuse con legni, dove i cani si feriscono.
Ho visto cani con zampe ferite con orecchie purulente in seguito ad otiti mai curate, cani che non riescono a sollevarsi da terra, credo per problemi di artrosi.
Inoltre in ogni recinto vivono almeno 6 cani, forse anche di più. Allesterno delle gabbie è pieno di erbacce, sassi, buche e montagne di feci
Visitando i depositi dove viene immagazzinato il cibo, i topi ,bei grossi, la facevano da padrone, bivaccavano sui sacchi di croccantini, con i pericoli che ne derivano, leptospirosi e varie, sia per i cani che per gli umani, premettendo che i cani non coperture di vaccini da diversi anni.
Non esistono reti fognarie per le acque di scarico, che si accumulano in pozzanghere marce e maleodoranti, anche queste vettori di possibili infezioni.
Ho visto personalmente una canetta che rosicchiava un teschi di un suo simile. Conseguentemente a questa scoperta,si è riusciti a scoprire che le carcasse degli animali morti non venivano smaltite secondo la legge, ma buttati in fose comuni a cielo aperto non troppo distante dal canile centrale.
Ennesimo caso di cani vittime di proprietari di canili senza scrupoli, dove lunico vero interesse sia queelo economico e non quello degli animali.
Resto a Vostra disposizione per qualsiasi altra informazione.
Porgo distinti saluti
Anna Melluso.