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CORPO POLIZIA ECOZOOFILA A.U.D.
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CORPO POLIZIA ECOZOOFILA progetto integrato di unità antirandagismo e recupero /06
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vietata l’estrapolazione, la riproduzione e la diffusione anche parziale del progetto
i diritti di © sono di proprietà del Corpo Polizia Ecozoofila dell’Ass. Unione Democratica


LINEE CONCETTUALI

L’utilizzo del temine ‘parco’ indica una precisa scelta delle caratteristiche strutturali e gestionali per unità antirandagismo e di recupero, nonché sulle finalità della struttura stessa.
La “OASI” deve suggerire immediatamente l’idea di naturalità e di verde.
E’ chiaro che non si può chiamare ‘parco’ una struttura tutta di cemento, né un complesso in batteria e tantomeno un luogo privo di prati, di siepi o di arbusti.

Il nome dev’essere perciò un vincolo per chi lo progetta e chi lo realizza.
La ‘Oasi” dovrà essere un luogo piacevole alla visita, oltre che di comfort per gli animali ospitati, al fine di incentivarne la frequentazione da parte dei cittadini.
Una più assidua presenza di cittadini si traduce in un aumento delle possibilità di adozione e assolve a uno dei suoi compiti prioritari: quello di divenire un punto di transito per animali senza padrone e luogo di educazione zooantropologica.

La struttura deve rispettare criteri minimi per la tutela del benessere fisiologico, ecologico ed etologico degli animali ospitati.
Pertanto l'obiettivo della ricerca dev'essere il welfare integrale dei soggetti ospitati, quali veri fruitori del parco.

Conciliare il benessere animale con l'urgenza di contenere i costi è possibile.
Non sempre infatti il costo elevato è sinonimo di proprietà dei parametri di welfare.
Il più delle volte sono proprio le strutture meno complesse o frazionate quelle più adatte a garantire il benessere.

Si deve uscire dai consueti schemi strutturali che utilizzano per i canili e gattili particolari criteri architettonici traslandoli per esempio dalle strutture zootecniche.
La loro funzione è totalmente diversa!
E per di più gli stessi allevamenti non sono costruiti nel rispetto del benessere degli animali.
Il canile e il gattile dev'essere innanzi tutto, per quanto è possibile, un ambiente naturale.

Dovranno essere presenti pratini ben curati, anche se evidentemente non si pretende un prato all'inglese, con arbusti e alberi che assicurino effetti benefici soprattutto in estate, quando maggiormente si può soffrire del clima: le zone cementificate devono essere ridotte al minimo. L'ambiente dovrà fruire di una corretta gestione igienico-sanitaria, onde allontanare odori sgradevoli.
Il ‘parco’ dovrà presentare un aspetto di pulizia e di ordine, gli animali dovranno essere puliti e in buono stato di nutrizione.

Il ‘parco’ avrà pertanto alcune strutture murarie, l'area ricovero degli animali (che prevede una zona di riposo in leggera pendenza, coperta da una tettoia e con un fondo in cemento, e un'area più propriamente di ricovero in ghiaia), dei sentieri e tutto il resto a prato.

Gli animali dovranno godere di ricoveri adeguati, ma altresì di poter uscire dai ricoveri per lo meno due volte al giorno.
Una corretta gestione deve impedire che questi animali divengano dei carcerati, ancorché in ambienti convenienti!

Gli alberi dell'area saranno essenze di facile impianto, rustiche e di crescita rapida, soprattutto nell'area perimetrale. Siepi di pioppi, cipressini, percorsi con olmi, ontani, robinie, parchetti segmentati a seconda dell'utilizzo con aceri, bagolari, frassini, roveri, un'area con stagno e bird garden, un'area rustica con alberi da frutto, olmi, altri animali domestici.

Aree di riposo degli animali con alberi di media altezza quali betulle, clerodendri, pruni, carpini. Importanti anche le essenze profumate come il tiglio, la catalpa, il ligustro, il gelsomino, il caprifoglio, il glicine per temperare l'odore degli animali.
Il verde dovrà essere curato per evitare che la crescita spontanea e l'erba alta provochino la proliferazione di parassiti (e la manutenzione del verde deve rientrare nei costi di gestione ordinaria del'parco ').

L'accesso al ‘parco’ deve essere incentivato attraverso la cura dei percorsi di visita.
A tutt'oggi il visitatore viene scoraggiato dal frequentare il canile o il gattile che risulta un luogo fangoso nei mesi invernali, assolato nei mesi estivi e comunque puzzolente, sporco, innaturale.

Il ‘parco’ invece dovrà prevedere percorsi di visita riparati, ben ventilati, su fondo consistente e non sconnesso o fangoso.
Dovranno essere incentivate le visite attraverso campagne specifiche che andranno ad affiancarsi alle campagne affido.
Non di secondaria importanza le visite scolastiche, come del resto richiamato dalla legislazione.

Come ricordato più sopra, il welfare degli animali può essere studiato prendendo in considerazione i parametri fisiologici, ecologici ed etologici.
Per benessere fisiologico s'intende una corretta funzionalità degli apparati nonché un profilo metabolico nella norma, la possibilità di fare "ginnastica", la buona dieta.

Per benessere ecologico s'intende il possesso di un habitat adeguato in merito ai parametri macro e microclimatici nonché igienico-sanitari.
Una zona a prato svolge una funzione fondamentale nell'assicurare il benessere ecologico, rappresentando l'habitat naturale per antonomasia.
Le condizioni igienico-sanitarie sono un'importante spia del benessere ecologico, soprattutto in considerazione delle cariche microbiche.

Ma è necessario ribadire la necessità di una zona riparata dalle intemperie, orientata in modo da evitare il rigore dei venti freddi nonché limitare le ore di esposizione al sole nella stagione estiva, e inoltre provvista di rifugi del tipo cuccia.
Inoltre le aree di ricovero devono essere facilmente pulite, saltuariamente disinfettate, frequentemente monitorate.

Il benessere etologico è legato alla possibilità di esplicare il proprio codice comportamentale peculiare di specie e di individuo.
Le interazioni più importanti riguardano l'ambiente e i conspecifici, ma negli animali domestici è molto importante anche il rapporto con l'uomo.
Per promuovere un benessere etologico si dovrà perciò partire dalla conoscenza della specie e del soggetto, onde fornirgli un ambiente adatto e degli "amici" adeguati.

La strutturazione e la gestione del ‘parco’ dovrà prevedere pertanto anche il soddisfacimento dei bisogni psicologici.
Il ‘parco’ dev'essere modulare per permettere il miglior sfruttamento degli spazi, ma presentare anche dei carichi massimi in relazione non solo al benessere, ma al rischio dell'evento epidemico.

La gestione del ‘parco’ deve prevedere inoltre un aspetto che può apparire pleonastico o di secondaria importanza: il bisogno dell'affetto dell'uomo.
In realtà questo bisogno è di natura primaria. Nei cani, per esempio, il bisogno di contatto con l'uomo è un'esigenza molto forte che può pregiudicare in modo grave il benessere psicologico del soggetto.

Costruire un ‘parco’ significa tra l'altro individuare alcuni riferimenti di base che sappiano essere i punti di partenza dell'intero progetto.
Prima di tutto è necessario stabilire il luogo, il che significa ipotizzare anche l'area di servizio della struttura (zonale, comunale, intercomunale), nonché i soggetti propositivi.

Il progetto inoltre può usufruire di una partecipazione mista (pubblico, privato e terzo settore), coinvolgendo nella realizzazione sponsor e co-organizzatori che possano trovare nell'intrapreso un ritorno di immagine.
Per esempio la cartellonistica, le strutture di percorso, le piante, le panchine possono diventare un veicolo pubblicitario per imprese private e associazioni produttive.

Il progetto ‘parco’ si presta moltissimo a diventare un motore di sinergie: l'importante è considerarlo come uno strumento di comunicazione e non come una struttura marginale. All'interno del ‘parco’ i vivaisti possono pubblicizzare le loro piante, le associazioni dei coltivatori dare il loro contributo e reclamizzare la loro presenza, le banche e le assicurazioni possono esprimere concretamente il loro impegno per la salvaguardia dell'ambiente, le strutture veterinarie possono usufruire del contributo delle industrie farmaceutiche e dei produttori di alimenti per animali.

In altre parole, per costruire un ‘parco’ è necessario prima di tutto realizzare un progetto e implementare le sinergie per portarlo a compimento.
Questo consente di abbattere notevolmente l'impegno pubblico e di creare un ambiente piacevole sotto tutti i profili.

Una volta stabilito il luogo, decise le competenze pubbliche, raccolte le adesioni degli sponsor e definita la cordata dei co-organizzatori si procede alla lista degli interventi da fare.
I princìpi sono peraltro quelli ampiamente esposti, cioè presenza di verde, naturalità e piacevolezza, turn over delle presenze, accoglienza dei visitatori.

Purtroppo in Italia siamo fin troppo abituati a queste cattedrali nel deserto che poi non sono in grado nemmeno di assolvere ai loro compiti di base.
Il ‘parco’ non è una struttura enfatica, è semplicemente la somma di due progetti, il parco e il canile/gattile, l'integrazione di queste realtà per uno scopo ben preciso: l'adozione degli animali, il turnover degli stessi.
Le strutture di base saranno perciò: le aree di ricovero, i parchetti, la struttura veterinaria, la struttura di accoglienza dei visitatori, la struttura di servizio.
Queste poche aree di servizio possono essere più o meno complesse, ma tutte presenti per assicurare la vita all'interno del ‘parco’.
L'intero ‘parco’ dev'essere recintato in tutta l'area perimetrale, dev'essere servito dai normali servizi, luce, acqua e gas e deve avere un conveniente impianto fognario a norma di legge.
È importante realizzare barriere fonoassorbenti con sempreverdi e realizzare il ‘parco’ a una distanza conveniente dai nuclei abitati.

Il 90% delle strutture a oggi operanti è insufficiente e inadeguato.
I parametri elementari relativi allo spazio di ricovero vengono considerati in modo sommario.
La legge 281 del 14 agosto l991, 'Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo', all'art. 3, comma II, recita: "Tali strutture devono garantire buone condizioni di vita per i cani e il rispetto delle norme igienicosanitarie". E ancora all'art. 4, comma I: "I comuni, singoli o associati, e le comunità montane provvedono al risanamento dei canili comunali esistenti e costituiscono rifugi per i cani, nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale".
Legge oggi finalmente approvata dalla Regione Lombardia con il n° 16 del 20/7/06

Chiaramente i parametri riportati dalle vecchie normative risultano inadeguati ad assicurare quanto prevede la legge 28l/9l.
I ricoveri dovrebbero presentare un'area utile di circa 20-25 mq ripartiti in un'area coperta di circa 5 mq e in una scoperta di circa l5 mq. ; essi dovranno ospitare al massimo due soggetti.
Inoltre tale superficie non è frazionabile nel caso dovesse ospitare un solo soggetto.

I parchetti devono servire da libera uscita per gli animali.
Alcuni autori chiamano queste zone come 'area di sgambamento', in realtà il ‘parco’ rivoluziona proprio questa concezione del canile, che media alcune filosofie direttamente dalla gestione carceraria!
All'interno dei parchetti si svolge una vita ricca di possibilità per gli animali, dall'interazione intraspecifica al rapporto con l'uomo, permettendo peraltro la pulizia dei ricoveri.
Il prato dovrà essere sempre ben pulito e curato.
Gli animali dovranno essere portati nelle aree di libera uscita per piccoli gruppi e per lo meno due volte il giorno.
Le aree di libera uscita dovranno essere in numero proporzionale ai ricoveri (una ogni l0 ricoveri, ovvero una ogni 20 cani).
Queste aree dovranno essere particolarmente curate da un punto di vista igienico per evitare la promiscuità di patogeni.
Dovranno essere interamente a prato, con alberi in numero sufficiente a garantire riparo dal sole.

All'interno del ‘parco’, infine, gli edifici accessori sono sostanzialmente tre.
Uno di questi è la struttura veterinaria. La seconda struttura è quella che potremmo definire 'amministrativa e di accoglienza', dove si svolgono le procedure di accettazione e di cessione, si riceve il pubblico, si tengono e si esibiscono i registri, si archiviano le pratiche e si coordinano le campagne affido, dove si trova la segreteria del ‘parco’, dove si danno le informazioni al pubblico, il materiale informativo, la cartina del parco.
In questa struttura si può prevedere un'aula per le riunioni, i convegni e la didattica ambientale. Infine ci sarà una struttura di servizio, adibita ai lavori generali del parco e per gli addetti.

Le caratteristiche della gestione sono molto importanti perché vanno a individuare la vita stessa del ‘parco’.
Ogni animale dovrà possedere una scheda individuale che riassuma la sua storia, con i dati clinici anamnestici e le peculiarità del soggetto.

La funzione primaria del ‘parco’ è quella di curare tutti quegli aspetti che facilitano l'adozione dell'animale.
Per questo l'aspetto esteriore del ‘parco’ e la cura dei soggetti non sono affatto pleonastici, bensì sono funzionali a trovare all'animale una persona disposta ad adottarlo.
Inoltre molte energie dovranno essere investite nelle campagne affido in modo da fornire al soggetto il massimo delle opportunità di adozione.
Nel budget di spesa del ‘parco’ dovranno figurare anche i costi per la propaganda e l'informazione.

La gestione igienico-sanitaria del ‘parco’ è di fondamentale importanza: la pulizia è la prima norma sanitaria dei canili.
Ambiente e animali dovranno essere convenientemente puliti.
Nel controllo della gestione, di particolare importanza è senza dubbio la scelta degli operatori del ‘parco’.
Va sottolineata la necessità di istituire nuove figure professionali: quella di infermiere veterinario, che andrebbe a coadiuvare l'intervento dello zooiatra; quella deglia agenti ecozoofili e quella di addetti a strutture per animali da compagnia.

A oggi è necessario affermare che per creare un ‘parco’ efficiente e moderno e gestirlo in modo corretto, non è sufficiente, quantunque indispensabile, una grande dedizione nei confronti di questi animali.
È importante soprattutto una grande preparazione professionale, e la volontà di fare bene.

LA NOSTRA VISIONE

Premesso che il ‘parco’ chiede espressamente di essere improntato più come “ servizio alla società “ che come canile tradizionale in cui il reddito è fondamentale per la realizzazione dello stesso.
In queste pagine viene comunque illustrato quello che, secondo noi, sia la realizzazione di un tradizionale ‘parco’ moderno.
Le nostre osservazioni di progettazione sono solo indicative e non entrano nel merito del caso specifico.
Tuttavia il terreno da disporre deve essere molto grande e permettere di ipotizzare un ‘parco’ con ampie zone a verde, servizi, ed attività produttive connesse al canile/gattile.

La possibilità di inserire delle ulteriori attività contribuisce a rendere la struttura di accoglienza degli animali una vera azienda economica, capace di produrre del reddito supplementare a quello previsto per la semplice custodia dei cani e gatti.
Di fatto l’economia del canile o gattile si basa sui contributi delle istituzioni pubbliche per la custodia e la cura sei soggetti randagi e sul notevole reddito che viene fornito dal privato rappresentato dai singoli cittadini che affidano la custodia del loro cane a “pensione “ durante le feste ed in altre molteplici occasioni.

Pur essendo, se ben gestite, queste due fonti di entrata sufficienti a mantenere un canile e a creare
“ degli utili “ la possibilità data dal terreno di aggiungere attività produttive contribuisce a rendere ancora piu’ interessante l’operazione.

Comunque tutte le valutazioni economiche sono variabili secondo le varie aree geografiche ed economiche del paese e questa valutazione economica è demandata al chi che ben conosce l’area di intervento e le sue potenzialità.

La gestione economica dei servizi sarà determinata caso per caso, ad esempio:
Il costo orario dell’ addestratore, o meglio dell’esperto comportamentale
Il costo di noleggio a società o enti terzi per alcune aree ‘parco’ ( ad esempio l’area spettacolo).
La gestione della clinica veterinaria
La gestione dei cani in pensione
La gestione della area tematica per le scolaresche
L’insegnamento e l’uso della area agilità
Servizio funerario animali deceduti
Servizio di cremazioni animali
Ristorante:
Il ristorante e connesso alla realizzazione del parco, di fatto il parco viene realizzato per prevedere un afflusso notevole di persone, vuoi per la sua primaria destinazione di polo culturale legato alla scoperta e conoscenza dell’animale e dell’ambiente, vuoi per tutte le attività collegate.

Il progetto segue l’analisi di strutture internazionali, ed allo studio delle distribuzioni degli spazi e dei materiali unisce una specifica ricerca sui percorsi per l’intensivo utilizzo di sale visita ed sale operatorie e post - operatorie veterinarie.

Questo nasce dalla considerazione che il ‘parco’ deve essere rivolto al pubblico e contemporaneamente essere efficiente per l’ utenza sociale e privata.

Portare il proprio animale a farsi visitare presso il ‘parco’ deve essere un sinonimo di qualità ed efficienza di trattamento, cosi’ come affidare la custodia del proprio cane al ‘parco’ deve essere segno di amore e sicurezza per il proprio animale.

I servizi a pagamento servono a rendere il ‘parco’ il più possibile autosufficiente economicamente, in modo da produrre reddito, occupazione, ed essere segno di efficienza e progresso.
In sostanza le rette pagate dai privati, i contributi di legge per l’affidamento dei cani randagi, ed il servizio veterinario di custodia, devono essere introiti per il mantenimento ‘parco’.

Per fare questo, il progetto, prevede un efficiente percorso “ a catena “ in cui l’animale puo’ essere visitato, operato, ospitato ed riabilitato nel migliore dei modi, il tutto limitando al massimo gli spostamenti interni degli operatori .

Questo si ottiene razionalizzando le gabbie ed i box di degenza e creando tre aree per il recupero degli animali definite progettualmente come aree: calda, temperata e fredda.
I box dei cani realizzati con apposite murature, in gruppi da 10 posti , sono studiati per il massimo comfort dell’animale e secondo criteri di facile pulizia ed efficiente gestione.
Tali box vengono definiti: “ cinoergonomici”

La frase cinoergonomici e’ evidente osservando, ad esempio, i giardinetti comuni, essi prevedono al loro interno due aree nella quale viene innestata una pianta.

Tale forma permette , ad esempio, ai cani maschi di marcare il loro territorio senza essere chiusi in un angolo e di consentire ad un secondo cane maschio l’utilizzo della seconda pianta con tondo dalle medesime caratteristiche.
Questa forma tende a ridurre i potenziali litigi trà i maschi ed contemporaneamente individua un punto preferenziale per le prime orinature.

Il ‘parco’ e’ concepito per essere una struttura pienamente fruibile dalla cittadinanza, l’ingresso al pubblico visitante avviene tramite una pista pedonabile e ciclabile, le macchine, se non quelle strettamente legate al servizio, non sono previste ed il tragitto dei visitatori avviene attraverso un percorso di piante ordinate per tipo e per essenza, con la relativa documentazione e storia riportata su apposite targhette.

Una palazzina destinata al pubblico rappresenta un collegamento culturale trà il parco ed il pubblico.
La palazzina contiene audiovisivi, libri, e giochi in tema con gli animali, questo per invogliare le scolaresche e le famiglie ad avere un rapporto di conoscenza e di cultura del cane, il migliore e piu’ utile amico dell’uomo.

Inoltre si possono programmare conferenze, mostre, proiezioni, educazione scolastica sulla natura ed al rapporto con gli animali, e nel contempo i bimbi possono trovare sfogo in un parco giochi tematico.
In sostanza andare al ‘parco’ significa fare una passeggiata in mezzo alla natura, ammirare le piante ed imparare a conoscerle, frequentare gli animali nel modo migliore e piu’corretto.
Inoltre sono previsti spazi per realizzare spettacoli di agility, mostre canine, addestramento cani, il tutto per richiamare i cittadini in uno spazio a contatto della natura.

Punto principale della struttura e’ la sua suddivisione in aree studiate per funzioni e per percorsi, le costruzioni dominanti sono quelle dei box e gran parte della progettazione interviene sugli “ spazi a verde aperti “ che vengono qualificati con apposite attrezzature e destinazioni.
Il ‘parco’ dispone di un reparto per animali ammalati in ragione del 10 % dei box totali

CONCETTI GENERALI
Pure nella sua semplicità formale, e nella stretta economia del suo intervento edilizio, questo “villaggio per animali” intende collocarsi in modo armonioso sul territorio Comunale.

L’impatto delle costruzioni, nonostante la densità obbligata, è reso il più basso possibile, evitando al massimo i movimenti di terra e l’eliminazione di alberi.
L’idea è quella di garantire agli animali il massimo della qualità di vita, e di rendere suggestiva e gradevole l’architettura del complesso, sia agli addetti che ai visitatori.

Con opportuni accorgimenti di forme e di colori, si vuole che questo ‘parco’ entri nella memoria collettiva della cittadinanza come luogo gradevole da visitare, come spazio amico sia per gli animali che per le persone.
Il concetto di ‘parco’ è la creazione di uno spazio attrezzato per la visita e lo svago della cittadinanza a cui unire l’amore degli animali, con il piacere di vivere nel mezzo della natura.
Il rapporto canile- cittadino utente è quello di avere una struttura con destinazioni plurime, dalla palazzina con i video \ biblioteca \ sala dibattiti, all’incontro guidato con gli animali, la loro storia e la loro educazione.

La struttura di accoglienza è nata per la gestione di un alto numero di cani e gatti nelle migliori condizioni e con la massima efficienza gestionale.
L’ipotesi è proprio quella di sensibilizzare il pubblico all’amore e al rispetto per gli animali, attraendolo con un villaggio formalmente piacevole e interessante.

Progettare un ‘parco’ è un lavoro molto particolare, bisogna saper coniugare la conoscenza comportamentale dell’animale, sia nel singolo che nel branco, con le esigenze tecnico costruttive di un vero e proprio “sistema di gestione”.

Si è studiato l’utilizzo di forme specifiche che non costringano l’animale in angoli chiusi dove potrebbe essere vittima di una forma di aggressività di ritorno, e che ritualizzino il suo comportamento abbassando in questo modo di molto il numero di incidenti dovuti alle risse di “dominanza”.
Cucine, box, magazzini, veterinaria ed impianti formano un tutt’uno in modo che l’animale possa vivere al meglio lasciando un minor aggravio di lavoro agli operatori.

IMPIANTO TIPOLOGICO, FUNZIONI, DISTRIBUZIONE

Il complesso edilizio del canile si suddivide in due aspetti precisi: una parte dedicata ai box per i cani e una riservata ai servizi.
Box
La parte dei box è a sua volta articolata in:
- area per canile ordinario, composta da n° 100 box in batterie da 10 box
- area per canile sanitario composta da 20 box
- area per cani a pensione composta da 50 box
Ogni box è costituito da una parte chiusa e da un recinto all’aperto, protetto per la metà da una tetto, per un totale di 20 mq..
Sono previsti inoltre degli ampi “recinti di socializzazione” situati nella parte del terreno dove sarà mantenuto il verde piantumato.
Servizi
Il nucleo baricentrico del ‘parco’ è costituito dall’area dei servizi, ovvero la palazzina, che separa la parte del canile ordinario da quella dei cani a pensione.
In esso sono ubicati la cucina con relativa dispensa, gli spogliatoi ed i servizi per i volontari, i locali per le visite veterinarie con annessi i servizi e lo spogliatoio per il medico, dieci spazi per le degenze in isolamento e un servizio aggiuntivo collegato con l’esterno.
Sul retro è prevista la realizzazione di un locale per il lavaggio e la disinfezione degli animali, opportunamente separato da una fascia perimetrale con pavimentazione in ghiaia.

La disposizione di queste unità permette la creazione di un cortile interno accessibile al pubblico, fulcro ideale dell’intero canile, dal quale il visitatore ha la possibilità di entrare in contatto con gli animali, in funzione di un’eventuale adozione.

All’ingresso, accanto al cancello del complesso, si trova una piccola costruzione che funge da riparo per i randagi che vengono abbandonati.

L’impianto di incenerimento si trova invece in un punto ben discosto del canile. Grande importanza e spazio è dedicato al cimitero degli animali, un servizio sempre piu’ sentito dalla cittadinanza
Vi è poi un’area tecnica recintata, dedicata agli impianti, al deposito dei rifiuti e alle operazioni di carico e scarico. Sul lato opposto della strada rispetto all’ingresso, saranno previsti un numero sufficiente di parcheggi.

MATERIALI

Gli edifici dei servizi ed il ristorante verranno realizzati con pannellature prefabbricate con isolante intonaco e tinteggiatura, coperture in polimeri simil beole isolanti, serramenti in alluminio.
All’interno verranno utilizzate piastrelle di gres sia per il rivestimento dei pavimenti che per le superfici verticali.

I box saranno realizzati con pannellature prefabbricate con isolante con copertura in polimeri simil beole isolanti; i serramenti in ferro. La parte chiusa dei box verrà interamente rivestita in piastrelle di gres fino ad un’altezza di 1 metro, mentre la parte esterna recintata avrà una pavimentazione in cemento idropulente antisdruciolo
Tutte le aree comuni e di servizio, così come i percorsi, saranno pavimentate con mattoni autobloccanti..
Tutte le recinzioni saranno in grigliato metallico su muro di fondazione.
Le piante che circondano il “parco” sono dei sempre-verdi selezionate dal CERN con funzione di sbarramento al rumore.

TECNOLOGIE E IMPIANTI

Il canile seguirà la normativa dettata dalla Legge regionale “ Tutela e controllo degli animali da affezione N° 47 del 24 Novembre 1993 Regione Piemonte”, una delle migliori in materia, in attesa che la Consulta lombarda fissi dei parametri

Le pavimentazioni comuni delle aree dei box sono studiate con asfalti particolari che permettono una assoluta facilità di lavaggio; tale materiale è sufficientemente poroso da impedire che gli animali scivolino e contemporaneamente abbastanza liscio da impedire il trattenimento del materiale organico.

A contorno di tutte le aree di passaggio degli animali verranno poste delle griglie di raccolta delle acque nere che verranno appositamente convogliate e depurate.
Comunque all’interno dell’area del canile, una gran parte della superficie utilizzata non impedisce il normale assorbimento delle acque piovane a carico del terreno ( vedere spazi comuni di ricreazione e cortile dell’edificio dei servizi) e favorisce il normale sviluppo della vegetazione esistente.

Gli impianti idrici prevedono un elevato numero di attacchi pompa per la pulizia, e in tutti i box e’ prevista una vaschetta fissa per il beveraggio degli animali, il tutto comandato da un unico rubinetto di riempimento. Tale accorgimento permette ad un solo operatore di riempire e svuotare più volte al giorno l’acqua a tutti gli animali.

Ogni box ed ogni cortiletto e’ munito di piletta di scarico su pavimento inclinato. Tutti i piani sono studiati non solo per garantire lo scivolamento delle acque ma anche la facilità di intervento di pulizia da parte dell’ operatore.

Ogni box è suddiviso in tre zone con ghigliottina di trasferimento onde salvaguardare l’opera dei volontari; la prima, più interna è destinata al vettovagliamento, la seconda intermedia al riposo, la terza non coperta allo sgambamento lineare

L’illuminazione è globale su tutto il canile ed è ulteriormente attivabile in particolari aree.

I massetti su cui poggiano i box sono concepiti e realizzati per impedire il passaggio della umidità.

I box, ove il clima lo richieda, vengono opportunamente riscaldati mantenendo una temperatura utile all’animale tramite circuito con pannelli ad acqua calda e opportuni potenziamenti saranno previsti nei reparti degenza e cuccioli.

Tutto è stato studiato al meglio per permettere una rapidità di gestione ed un benessere psico-fisico dell’ animale, accorgimenti che fanno del canile un progetto avanzato e moderno con costi gestionali razionalizzati ed efficienti.

Il percorso pubblico e cani viene regolato da appositi box posizionati a seconda del carattere degli animali custoditi al loro interno.

Il “parco”, se ben gestito, è in grado di generare un forte afflusso di pubblico, si per i servizi offerti tipo pensionamento o servizi veterinari, sia per il forte richiamo che oggi hanno manifestazioni di tipo naturalista – cinofilo

ATTIVITÀ COLLEGATE PREVISTE:

Parco orto botanico
Parco orto botanico con differenti essenze arboree, fornito di targhette su ogni pianta e con un percorso a cartelli che ne indica le tipologie, la provenienza e l’utilizzo.
E’ possibile inserire una area in cui coltivare le piante e le erbe che hanno avuto rilevanza culturale per la regione, sia per la cucina che per i rimedi popolari alla medicina.
Il percorso è indicato per tutto il pubblico e per le scolaresche.

Parco cani e pubblico
Parco cani e pubblico, ovvero una area specifica in cui i volontari possono portare a passeggio i cani del canile interagendo con il pubblico.
I bambini, gli scolari e gli adulti possono giocare e conoscere i cani ospitati in modo diretto.
Sarà possibile “ adottare “il proprio cane, pur lasciandolo nel “parco”.
La funzione primaria sarà quella di favorire l’adozione del cane randagio in modo responsabile.
Di fatto la possibilità di visitare il cane che poi probabilmente si adotterà in una situazione di sicurezza, grazie alla presenza di un volontario esperto, ridurrà il fenomeno di ritorno o di ri-abbandono dell’animale.

Area spettacolo
Un area è destinata a tutti gli eventi mediatici che legano il cane e l’uomo.
Tali eventi sono sempre piu’richiesti, è un momento in cui la sfilata dei cani o l’esposizione cinofila diventano un concorso di bellezza o di utilità.
La zona è fornita di luci apposite ed è pre-cablata per l’esecuzione di musiche o per riprese televisive.

Area giochi bambini
Con una modica spesa si aggiunge una area gioco per i piu’ piccoli, l’area sarà tematica ed i giochi ricorderanno il canile.

Area agility
L’ agility è una disciplina spettacolare che ha sempre un ottimo richiamo, si tratta di un percorso ad ostacoli in cui i cani, seguendo precise regole, sfoggiano la loro abilità.
Di bassissimo costo di realizzazione.

Area addestramento o meglio comportamentale
Un area in cui il privato puo’ portare il proprio cane ed acquisire nozioni comportamentali da parte personale specializzato.

Piscina speciale per la fisioterapia degli animali
Servizio che ci sembra sia oggi spesso richiesto dai veterinari

Servizi a pagamento:
Il costo orario dell’ addestratore o megliodell’esperto comportamentale
Il costo di noleggio a società o enti terzi per alcune aree del canile (ad esempio l’area spettacolo).
La gestione della clinica veterinaria
La gestione dei cani in pensione
La gestione della area tematica per le scolaresche
L’insegnamento e l’uso della area agilità
Servizio funerario animali deceduti
Servizio di cremazioni animali

Servizi gratuiti svolti dai volontari del nostro Corpo:
La gestione del parco e la sicurezza
La gestione dei cani e gatti randagi e/o abbandonati
Orto botanico
Giochi bimbi
Spazio parco cani e pubblico, per la sua utilità legata alla dinamica dell’adozione.

IL CASO SPECIFICO - DETTAGLIO INVESTIMENTI


Di seguito si presenta un prospetto di investimenti ridotti al minimo indispensabile, secondo studi effettuati da questo Comando per disporre di una struttura globale intercomunale efficiente e d’avanguardia che possa essere presa a modello.

Chiaramente si tratta di stime preventive soggette ad oscillazioni del 15 % in maggiorazione.
Il timing previsto è di circa sei mesi dall’approvazione del progetto e dalla reperibilità delle somme, partendo dal presupposto che ASL ed Autorità Comunali diano immediatamente la loro disponibilità all’approvazione dei disegni progettuali.

Come tutti gli studi, per arrivare a compimento, necessita che venga fatta una sola riunione per l’approvazione generale, come in tutti gli investimenti privati; qualora l’investimento sia di Enti Locali necessita che gli Assessori interessati non pretendano forme varie di controllo e d’interfernza o di supervisione dei dettagli operativi.

Il nostro Comando dispone d’esperti in ogni campo del progetto e questi hanno permesso di ridurre notevolmente i costi progettuali che comunque incideranno solo dell’8% sul valore dell’investimento strutturale.

Anche gli eventuali fornitori contribuiranno alla riduzione dei costi rinunciando, nella maggior parte, parzialmente al loro utile industriale; sarebbe impossibile avere gli stessi vantaggi con licitazioni pubbliche.

Nel caso specifico, il progetto “parco” è stato allargato ed implementato per renderlo unico nel suo genere e farne anche un incubatore professionale che richiami l’attenzione a livello nazionale.

A nostro avviso una struttura a copertura globale del randagismo e dell’abbandono di tale tipo può coprire una popolazione di oltre 500.000 residenti, offrendo un servizio veterinario e di esperti di qualità superiore oltre che prevenzione ed educazione.

L’impatto ambientale è stato ridotto al minimo utilizzando legno, polimeri simil beole per i tetti, gres e vernici idrorepellenti, griglie verdi ed asfalti speciali al minimo indispensabile.
Ogni struttura, poligonale a nostro brevetto, è collegata alle altre secondo un layout di percorso guidato ed è coperta da pensiline di rampicanti su lastre di plexiglass.

Il numero dei box per randagismo è stato ridotto ad una necessità proporzionale al territorio in quanto, da esperienze, gli affidi avvengono solo per animali di età inferiore ai 3 anni e quasi sempre di taglia piccola o media.
Si possono pertanto dirottare su altre nostre strutture animali anziani, ammalati cronici ed aggressivi; ciò permetterà di favorire il turnover mediante affidi di animali sani e con traning comportamentale evitando pietismi nella collettività.

Box di 20 mq. permettono di gestire anche più animali per box in momenti di necessità e di utilizzare quelli destinati al pensionato nei periodi in cui non vengono richiesti.

Anche il gattile, normalmente non previsto in queste strutture, è stato da noi inserito; anche se è pur vero che i gatti devono vivere in colonie libere, spesso si trovano abbandonati o persi anche gatti domestici e nei periodi di natalità numerosi micini che, se non ben gestiti, portano epidemie di gastroenterite.

Non ci dilunghiamo sulle altre strutture che sono state oggetto di spiegazioni nelle pagine iniziali; esse sono state inserite per produrre reddito ed offrire servizi a pagamento alla comunità.

La clinica la si ritiene indispensabile calcolando che di veterinario e farmaci obbligatori ogni animale costa una media di 400 euro anno: circa 1,10 euro al giorno e che molti animali non vngono curati a causa dell’alto costo veterinario; nel nostro caso verranno applicati costi sociali.

Riteniamo utile inserire un parametro, a nostro avviso importante: accordi con lfornitori ci permettono di ottenere vitto superiore a prezzi competitivi: circa 2,30 euro al giorno per animale
La scelta è stata fatta non solo sulla base dei contenuti organolettici e della minore quantità di deiezioni, ma anche perché detta azienda ha un programma di marketing finalizzato agli affidi: visita veterinaria gratuita e prodotti omaggio ed una campagna media con ritorni anche per la struttura partner.

In relazione ai fornitori è stata già sperimentata una strategia che coinvolge aziende locali edili, di carpenteria e vivaisti; trattandosi di una struttura sociale possono essere coinvolti nella realizzazione devolvendo una percentuale delle fatture quale donazione all’Associazione e recuperando tali importi in detrazione fiscale.
Anche le cooperative sociali possono essere interessate a produrre carpenteria e falegnameria

L’aspetto meno illustrato riguarda l’educazione della collettività.
Risulta impossibile prevedere un marketing senza sapere quale sarà la struttura offerta; comunque tutti i gradi d’istruzione potranno usuffruire di auditorim, ristorante e parco.
Lo stesso avverrà per i proprietari d’animali d’affezione che usuffruiranno di spazi liberi e recintati gratuitamente purché raccolgano le deiezioni e non danneggino il parco.

In relazione all’ecologia acque e rifiuti verranno trattati nella struttura in relazione alla loro composizione per lo smaltimento tramite servizio pubblico.

I volontari possono essere reperiti tra studenti, neolaureati di veterinaria e baby pensionati locali ed anche nei centri sociali che, previ corsi professionali, potranno o come volontari con rimborsi spese forfettari mensili o come soci di cooperative con contratti prestabiliti adoprarsi e trovare stimoli in una nuova forma di lavoro par-time. In nessun caso è previsto un contratto di lavoro subordinato.

Uno dei vantaggi di questo progetto, non riscontrabile a bilancio, è la formazione professionale di nuove figure quali infermieri veterinari, guardie ecozoofile, addetti a rifugi per animali, a cui si possono sommare tecnici front office, callcenter, giardinieri e manutentori.

L’auditorium e la biblioteca possono fornire a laureandi ampi spazi attrezzati per le ricerche e lezioni teorico pratiche in varie specializzazioni ad esempio:

&Mac183; legge normativa ambientale e zoofila
&Mac183; veterinaria psichiatria, etologia, dietologia, pronto soccorso
&Mac183; forestale controllo del territorio, operazioni di P.G., legislazione

A questo punto l’investimento globale, che può a prima vista sembrare spropositato per degli animali, e che può essere ammortizzato con un mutuo ventennale anche per la totalità dell’investimento trova una sua giustificazione nelle maggiori opportunità di studio, di lavoro e di crescita offerte al territorio e determinate Istituzioni potrebbero sponsorizzare i costi gestionali.

Inserendo una zona a cimitero si possono ricavare affitti per mq. quasi senza costi gestionali; ipotizzando .
Se è possibile anche incenerire animali, con le dovute tutele, si può prevedere di fare altri incassi
Un piccolo contributo può arrivare anche dalle visite guidate e dalle manifestazioni cinofile
Nell’ipotesi più rosea si collezzionerebbe un disavanzo mensile , ma riteniamo che nel primo anno sarà di molto superiore. Va rilevato che la modularità strutturale permette di utilizzare solo gli spazi necessari con abbattimento dei costi

Nasce quindi la necessità che Banche, Asicurazioni, Ipermercati, Imprese possano contribuire con sponsorizzazioni per portare in attivo i bilanci.

Milano il 19/9/2006


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ultimo aggiornamento 15/11/2007
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