poliziaecozoofila

CORPO POLIZIA ECOZOOFILA A.U.D.
protezione animali & tutela ambiente

www.poliziaecozoofila.net : il sito della solidarietà zoofila


home
faq
contatti
versamenti
viveri
medicinali
materiale vario
adozioni & affidi
veterinari e volont.

IL NOSTRO CODICE ETICO

Adotta una no-profit

PROGETTI DA FINANZIARE

Veicoli polivalenti

Autopattuglie

Oasi CPE

EMERGENZE IN CORSO

NERO

BANCO ZOOFILO

MIRABELLO

VESUVIO

STATTE

NERO: un gattino molto sfortunato, salvato dalla morte, salvato dall'eutanasia, adottato, ma restano i conti da pagare € 2.000,00
Roma 30 ottobre ’07

Aggiornamento Relazione Nero ( Gattino paralizzato)

Avendo recuperato dopo un difficile e lungo intervento che risale circa all’8 settembre ‘07 un micio di neanche un anno con frattura del bacino bi-laterale e difficoltà nell’urinare , porto in tarda serata lo stesso con l’ausilio del Tenente Cavorso presso la Clinica ...... dove spesso mi rivolgo per i miei animali e nonché per i più sfortunati.
Mi rivolgo in primis al Dottor ...., che è il Medico a cui in genere mi rivolgo e che anche in questo caso era il nostro Referente, avendo consegnato nelle sue mani ed avendo prontamente comunicato a lui stesso il nostro arrivo con il micio..........
Fin dall’inizio avendo poi maturato l’idea di effettuare l’operazione indicata per permettere al micio di urinare autonomamente, riscontriamo nello staff medico contrarietà e disaccordo. I Medici Veterinari in particolare la Dottoressa ..... e la Dottoressa.... considerano inopportuno effettuare tale operazione in quanto per il gatto non sarebbe stato dignitoso continuare a vivere una vita con poca possibilità di movimento e che procedere con l’operazione non ne sarebbe valsa la pena perché non si parlava di un gatto che saltava su i tetti ma appunto di un micio con difficoltà motorie quindi a loro parere da sopprimere.
Avendo avuto modi di osservare il micio non mi sento di acconsentire alla loro proposta. A parer mio, il gatto che durante il periodo pre-operazione ed in seguito ha sempre a suo modo giocato, mangiato e fatto fusa a chiunque lo coccolasse non mi sembrava opportuno togliere la vita ad un essere che invece dimostrava di volerla vivere. Essendo contraria all’accanimento terapeutico, ho valutato con molta attenzione la situazione, con razionalità ed ho preso la stessa decisione che avrei preso per il mio gatto. Secondo il mio modo di vivere e pensare un animale come in questo caso “ diverso” dai suoi simili può pretendere ed avere amore ed una casa alla stregua degli altri.
Informati su i pro ed i contro dell’operazione invitiamo a procedere. Durante l’intervento vengono riscontrate ulteriori lesioni all’uretra prima non identificate, ma tutto sommato l’intervento viene concluso. Soddisfatti nell’aver preso la decisione giusta, l’intervento non dà al 100% l’esito aspettato, ed il micio tramite una manovra meno invasiva della precedente avrebbe avuto bisogno comunque di aiuto giornaliero per urinare. Ricordo che, avendo riportato la lesione dell’uretra se l’operazione non veniva effettuata il micio sarebbe morto per altre cause, la vescica che come un palloncino si estende, avrebbe perso la sua funzione elastica e se la vescica non veniva svuotata con catetere il micio sarebbe senza dubbio morto in agonia. Nei giorni seguenti all’operazione il gattino reagisce bene alle terapie e all’intervento.
La sera prima che ci recassimo a recuperare il gattino, vengo contattata da un Medico Veterinario della Struttura che mi avverte che sfortunatamente il gattino, era stato operato in giornata per provvedere alla rimozione delle ulcere che l’urina aveva provocato. Rimango in contatto con la Clinica aspettando di sapere quando era possibile portare definitivamente il micio a casa nella sua nuova famiglia.
Serena D’Ulisse
Tenente Polizia Ecozoofila Commissariato Roma

RAPPORTO

Il giorno 7 settembre 2007 alle ore 10.00 siamo intervenuti per recuperare un gattino di circa 3-4 mesi maschio nero rimasto intrappolato in un tunnel sotterraneo sotto un marciapiede. Ci dicono che nei giorni passati è stato investito da una macchina che ha provocato la rottura del bacino, è stata visto comunque continuare a vivere e mangiare pur avendo questo handicap fino a quando per paura o per protezione si è andato a rifugiare in questo tunnel dal quale per due lunghi giorni non è riuscito ad uscire ne a muoversi. Grazie all'aiuto degli operai di un cantiere sul posto e grazie alla collaborazione dei Vigili del Fuoco dopo due giorni il micio è stato tirato fuori, è stato necessario utilizzare il martello pneumatico e simili attrezzi per facilitare la liberazione del micio,che hanno in qualche modo sconvolto ulteriormente lo stato d'animo dell'animale.
Sul posto rimangono circa 15-20 gatti di tutte le età da gattini ad adulti in balia del traffico e soprattutto in pericolo per gli imminenti lavori di disfacimento della strada ed annessi a cui la zona è attualmente sottoposta. Quindi anche per loro si necessita spostamento e collocazione urgente Sul posto era presente Canale 10 ( Telegiornale del litorale)e una giornalista del Il Messaggero che finito il salvataggio hanno contribuito entrambe promovendo l'adozione del micio durante l'edizione serale..
Appena tirato fuori il micio è stato portato da un Veterinario nelle vicinanze per prestare le prime cure. Appare completamente pieno di pulci e parassiti erano evidenti cicatrici sulle zampine posteriori probabilmente dovute all'urto con la autovettura che lo ha investito. Il Veterinario ci consiglia di portarlo a casa per tranquillizzarlo, a vista non presentava particolari problemi all'infuori del bacino che era evidentemente compromesso.
Viene portato a casa dalla Signora ..... presente sul posto, che si offre di ospitarlo fino a nuova adozione.
Nel pomeriggio dello stesso giorno, inizia il calvario. La Signora .... mi contatta allarmata, per l'enorme pancione che si era gonfiato al micio, si dirige immediatamente presso il suo Veterinario di fiducia Dott. .... che lo visita e consiglia una radiografia, non avendo lui in studio mezzi idonei per effettuarla, mette in allarme la Signora .... spiegando che un eventuale sedativo al gatto in quello stato poteva nuocere ulteriormente alla sua salute, ma nello stesso tempo necessario per poter effettuare una lastra e quindi una diagnosi precisa. Rimanendo sempre in assiduo contatto telefonico con la Signora ....., la indirizzo dal Dottor ..... (suggeritomi da volontarie locali) sempre Veterinario di zona che non presta soccorso ne alla Signora visibilmente provata ne all'animale,essendo occupato in chirurgia e ignora la sua disperata richiesta affermando che non conosce la Polizia Ecozoofila e la ignora.
La Signora ..., pensando fosse la procedura più idonea dice che l'animale è sotto la tutela della Polizia Ecozoofila, e che il micio necessita di cure e lastre urgenti, ma non le viene prestato aiuto.
A questo punto, vedendo che il micio comincia a non stare bene, ancora allarmata ed agitata sempre in contatto telefonico con me, la indirizzo in una Clinica Veterinaria locale, per fare almeno le prime radiografie. Arrivata in Clinica, al primo sguardo i Medici Veterinari di turno, manifestano il loro parere di SOPPRIMERE il gatto e di conseguenza i loro sforzi per salvarlo sono minimi. Fanno le Radiografie, prescrivono un antiparassitario che in verità, avevamo provveduto già noi a comprare e mettere. Ci accorgiamo che il pancione del micio è legato a seri problemi alla vescica e non riesce ad urinare da solo, ma mediante una manovra deve essere svuotato almeno due volte al giorno.
La Clinica provvede ad effettuare tale manovra parzialmente,portano il micio in un'altra stanza quindi non possiamo verificare lo svolgimento dell'operazione,ma il micio rimane ancora parzialmente gonfio. La Signora .......... si dirige ancora dal suo Veterinario di fiducia, il Dottor ...... che legge le lastre e conferma la rottura del bacino. Siamo ormai in serata ed essendo peggiorata la situazione e non trovando il sostegno che speravamo dai Veterinari, vado a prendere il gatto e lo porto in un ulteriore Clinica a cui spesso mi rivolgo per i casi che seguo. L'Ospedale Veterinario ................avvertito del nostro arrivo, provvede a visionare le radiografie già effettuate, facendo gli emocromi di routine e procedono nella manovra di svuotamento della vescica del micio, che presenta una quantità di urina 3 volte superiore al limite normale. Il micio rimarrà in Clinica monitorato giorno e notte ed assistito. L'indomani proseguono i controlli, e facendo ulteriori accertamenti si scopre che l'uretra del micio presenta una lesione che dalla Clinica precedente non era stata notata, quindi il blocco della vescica non era solo un problema neurologico ma qualcosa di più grave.
Il quadro clinico dell'animale ci dice che la vescica ha subito delle lesioni, provocate dalla notevole distensione subita negli ultimi giorni e dall'urto, non è in grado di urinare da solo, presenta una frattura bilaterale del bacino uno dei due arti posteriori risulta sensibile, e l'altro no.
Le prospettive di una vita futura in questi termini sono poche ed il micio soffrirebbe. Avendo visto la sua voglia di vivere, dimostrata in quei pochi attimi che è stato con noi, facendo le fusa forse per delle attenzioni mai prima ricevute,la voglia di tirarsi in piedi come poteva e l'inesauribile appetito, abbiamo chiesto una soluzione alternativa per tenerlo in vita e salvarlo. Ci propongono una operazione, lunga rischiosa dall'esito incerto ma che ci dà delle buone probabilità di riuscita o comunque di miglioramento della vita dell'animale.
I giorni dopo la nostra decisione di procedere nell'operazione ricevo una telefonata dalla stessa Clinica da parte di uno dei Medici che si assicurava che avessi ben capito la situazione, che il gatto anche dopo l'operazione sarebbe rimasto semi-paralizzato agli arti e con il probabile problema della vescica, e questa non è vita degna. Rispondo, dopo essermi consultata anche con altri Veterinari di fiducia, che non avrei fatto sopprimere l'animale solo perché non più in grado di muoversi e che il tempo,le premure e il da fare che avrebbe dato, non sono buon motivo per decidere della morte di un animale.
L'operazione dopo ulteriore colloquio richiesto dalla stessa Clinica, viene fatta. Attualmente il micio sta benissimo, è diventato il beniamino delle Dottoresse della Clinica,non ha mai perso l'appetito..con l'operazione è stata fatta un uscita ante-pubica per permettere all'animale di urinare .
L'intervento ha risolto diverse lesioni che sono state riscontrate nel corso dell'operazione, che non avrebbero fatto sopravvivere ancora molto il gattino, ma non ha tutt'ora modo di fare pipi autonomamente e deve, tramite una manovra meno invasiva e complicata della precedente, essere massaggiato per circa due volte al giorno. Pensavamo di aver trovato adozione per lui presso la Signora .... che al dunque si é tirata indietro. Martedì 25 settembre, il micio uscirà dalla Clinica finalmente. Questo intervento che mi ha coinvolto molto emotivamente mi ha fatto notare il poco cuore e amore che spesso i Veterinari mettono nel loro lavoro, che dovrebbe essere quello di salvare gli animali, non ucciderli prima di provare.
Questa é la storia del nostro Nero, simile a quelli di molti altri, é una storia che ti tocca e ti fà sentire impotente che ti lascia tanti dubbi come il perché se pur era stato visto strisciare nessuno ha soccorso il micio?. L'operazione e la degenza ha avuto un costo di 900€ e rotti euro, non abbiamo guardato i soldi, abbiamo pensato a salvare una vita che molti avevano già segnato.
Soddisfatta di aver preso quella decisione e di essermi battuta con tutta la Squadra di conseguenza, spero che Nero abbia la vita che merita e che da questo si tragga insegnamento..come un piccolo micio voglia vivere a tutti i costi..

Serena D'Ulisse


le informazioni contenute sono a disposizione della collettività solo per la consultazione
sito sottoposto alla disciplina NCND - testi, progetti, impaginati, fotografie sono © dello Studio E.F.C.; è vietato l'utilizzo illecito e la riproduzione
ultimo aggiornamento 15/11/2007
webmaster : Studio E.F.C.